La grande operazione a Kabul, il soldato rapito e la nuova Aiea

Un soldato americano è stato catturato nella provincia afghana di Paktika dalle milizie talebane. La notizia, annunciata ieri senza dettagli dal comando americano, è stata confermata da un portavoce talebano della fazione di Siraj Haqqani. Il militare, del quale non sono state rese note le generalità, è disperso dal 30 giugno e faceva probabilmente parte di un’unità d’intelligence o dei team di consiglieri militari che affiancano le forze di Kabul nelle province orientali.
12 AGO 20
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Disperso dal 30 giugno. Un soldato americano è stato catturato nella provincia afghana di Paktika dalle milizie talebane. La notizia, annunciata ieri senza dettagli dal comando americano, è stata confermata da un portavoce talebano della fazione di Siraj Haqqani. Il militare, del quale non sono state rese note le generalità, è disperso dal 30 giugno e faceva probabilmente parte di un’unità d’intelligence o dei team di consiglieri militari che affiancano le forze di Kabul nelle province orientali. Il comando americano di Bagram ha reso noto che sono in corso ampie operazioni di ricerca per “ritrovarlo e assicurarne il ritorno a casa sano e salvo”, anche se indiscrezioni riferiscono che il prigioniero sia già stato trasferito nei “santuari” talebani oltre il confine pachistano. Si tratta del primo sequestro di un militare americano in Afghanistan. L’ultimo caso analogo era avvenuto in Iraq nel maggio 2007, quando furono rapiti tre soldati in seguito torturati e uccisi.

Arrivano i marine a Helmand
. A una settimana dall’avvio dell’operazione “Artiglio della pantera” scatenata dai britannici nel distretto di Nad Ali, nella provincia di Helmand scendono in campo anche i marine che costituiscono più dei due terzi dei 12 mila rinforzi statunitensi schierati nel sud dell’Afghanistan. Nella notte di mercoledì circa quattromila marine e 650 militari afghani hanno iniziato a muovere nei distretti meridionali lungo il confine pachistano per imbottigliare il grosso delle forze talebane schierate in quest’area. L’operazione “Colpo di spada” si basa sulla rapidità di movimento delle truppe garantita da decine di elicotteri da trasporto, esplorazione e attacco, e punta a strappare il controllo del territorio ai talebani mantenendovi a lungo le truppe. “Dove andremo, resteremo”, ha dichiarato il generale Larry Nicholson che guida la Seconda Marine Expeditionary Brigade sottolineando come l’arrivo dei rinforzi americani consentirà di mantenere le truppe nelle aree liberate dai talebani. Cioè quello che gli ottomila soldati britannici schierati a Helmand non sono finora riusciti a fare per carenza di forze. All’operazione contribuiscono anche le truppe pachistane schierate sul confine per chiudere le via di fuga. “Colpo di spada” è la più grande operazione aeromobile compiuta dai marine dopo la guerra nel Vietnam ed è la prima grande offensiva statunitense varata dall’Amministrazione Obama.

Un giapponese contro l’atomica iraniana. Alla sesta votazione, il diplomatico giapponese Yukyia Amano ce l’ha fatta: sarà lui il prossimo direttore dell’Agenzia atomica dell’Onu (Aiea), a partire da novembre, al posto di Mohamed ElBaradei. Amano, che va ripetendo di considerarsi un “tecnico” e non un politico (ma anche ElBaradei diceva le stesse parole quando fu eletto), è il candidato sostenuto da Europa e Stati Uniti, contro il sudafricano Abdul Samad Minty, appoggiato dai “non allineati”. Esperto di disarmo e di non proliferazione, Amano dovrà prendere in mano il dossier nucleare iraniano dopo la crisi elettorale e ora che Teheran rifiuta di parlare con l’Europa.

La flotta araba contro i pirati. Mentre la Nato invia nel Golfo di Aden una nuova flotta con cinque navi, tra le quali la fregata italiana Libeccio, alla lotta ai pirati somali parteciperanno anche le marine arabe. Per la prima volta Arabia Saudita, Egitto, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati arabi uniti, Oman, Giordania, Sudan, Yemen e Gibuti hanno deciso di costituire una flotta congiunta che opererà nel Golfo di Aden e nell’Oceano Indiano in coordinamento con le flotte internazionali già presenti nell’area. La forza navale sarà posta sotto comando saudita con un mandato iniziale di un anno.